A Monza nasce il Bosco della memoria

Scritto da in Cronaca

Su novantadue solo venti fecero ritorno a casa. Sono i cittadini brianzoli che vennero deportati nei lager nazisti perché antifascisti, partigiani, oppositori politici oppure ebrei. A loro la città di Monza oggi, in occasione dell’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, dedica un bosco della memoria. Un luogo costruito nell’area verde di via Messa che vede la luce dopo quasi dieci anni di lavoro: Milena Bracesco figlia di Enrico, antifascista deportato a Mauthausen e ucciso nel Castello di Hartheim,  ha infatti avuto l’ideac he il Comune ha poi deciso di finanziare insieme all’Associazione degli ex deportati (Aned) che per la realizzazione del parco, disegnato dall’architetto Rosa Lanzaro, ha raccolto 20mila euro grazie a una campagna di crowdfunding. Per onorare i novantadue deportati (di cui cinque donne) nel Bosco della memoria verranno piantati altrettanti alberi: ogni tronco è circondato da un anello in metallo col nome della persona al quale è dedicato. Una scultura indica il punto di partenza del percorso della memoria che vuole raccontare la storia dei deportati ai più giovani, perché non cada nell’oblio.