In Puglia la prima legge sulla clownterapia

Scritto da in Salute

Patch Adams sarebbe stato fiero della legge in vigore da venerdì scorso nella Regione Puglia. Si tratta della numero 60 del 2017 che racchiude la disciplina puntuale della clownterapia, primo d’ora non riconosciuta da alcuna norma in Italia. La Regione Puglia ha dovuto innanzitutto definire la «terapia del sorriso» con la quale s’intende «la possibilità di utilizzare il sorriso e il pensiero positivo a favore di chi soffre un disagio fisico, psichico o sociale» e inserire nel testo la figura del «clown di corsia» ovvero colui che «utilizzando specifiche competenze acquisite in varie discipline, analizza i bisogni dell’utente per migliorarne le condizioni fisiche e mentali, all’interno delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, applicando i principi e le tecniche della clownterapia». Per il 2017 la Regione ha stanziato 120mila euro mentre per i prossimi anni la clownterapia diventerà una voce di spesa da considerare nella legge di bilancio. La norma continua quindi facendo riferimento a un ulteriore Regolamento da approvare entro i prossimi 60 giorni per definire i criteri e le modalità dei corsi di formazione che le associazioni di volontariato – scelte tramite apposito bando – dovranno organizzare. Tra le materie “obbligatorie” già specificate dalla legge n. 60 la storia della clownterapia, tecniche d’improvvisazione teatrale e mimo, giocolerie e magia ma anche tecniche per la coesione del gruppo, gestione emotiva e norme igieniche da adottare quando s’indossa il naso rosso.