Mattoni organici dal sacchetto dell’umido

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Dai gusci delle arachidi a pannelli divisori resistenti a fuoco e ghiaccio, dal riso scotto a cenere da mescolare col cemento al posto dei riempitivi; e poi bucce di banane, foglie d’ananas e gusci di cocco dai quali ricavare fibre tessili resistentissime. Usare gli scarti come materia prima delle costruzioni è l’ultima frontiera della società del riciclo che oggi vorrebbe impiegare i rifiuti alimentari non commestibili in materiali edili ecologici e a basso costo. A studiare in particolare questa possibilità – che vedrebbe trasformate le bucce di patate in isolanti antincendio ed idrorepellente oppure gli scarti di mais e funghi in mattoni biologici – è un gruppo specializzato che proprio in questi giorni ha pubblicato un rapporto dal titolo The Urban Bio-Loop in cui illustra le possibilità del settore. L’industria delle costruzioni è legata a materiali tradizionali e le soluzioni alternative che riducono le emissioni di gas serra sono solo all’inizio.