Il DNA intrappolato nelle pagine racconta la storia

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Cosa c’è dietro a un libro antico non sarà più un mistero secondo Blair Hedges, ricercatore della Temple University di Filadelfia, che sta studiando gli affascinanti mondi nascosti dietro le pagine. Sì, perché le pergamene vecchie secoli conservano nelle rilegature e negli inchiostri resti invisibili che raccontano qualcosa dell’antico lettore e del suo tempo. Da questa consapevolezza nasce una collaborazione tra i biologi di Filadelfia e i bibliotecari della Bodleian Library di Oxford che prestano i volumi per tentate i primi esperimenti nel campo. Per esempio, su un prezioso esemplare medievale del Vangelo di Luca ricopiato dai monaci amanuensi dell’abbazia di Canterbury, sono state ritrovati dei forellini lasciati da insetti di 900 anni fa, il cui materiale genetico potrebbe essere utilissimo per una datazione più precisa. Ad essere analizzate sono poi le pelli utilizzate per la rilegatura e per la realizzazione della pergamene, anch’esse perfette per collocare meglio cronologicamente il librone. Ma sulle pagine del codice, c’è anche del DNA umano lasciato da chi – leggendo il volume sacro – lo baciava, stampandoci sopra tutto il suo corredo vitale e lasciando ai posteri un’interessantissima eredità.