Un messaggio nella bottiglia per superare i confini

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Sulle coste del territorio assediato, un pescatore della striscia di Gaza ha raccolto un messaggio nella bottiglia. Jihad al-Soltan lo ha trovato un giorno d’agosto nel mare dove era stato lanciato due mesi prima da una coppia britannica in vacanza nell’isola greca di Rodi. «Siamo in vacanza a Rodi e volevamo sapere quanto sarebbe andata lontano questa bottiglia, anche se arriverà solo alla spiaggia vicina» recitava la nota che il pescatore ha raccolto più di 800 chilometri dal luogo di spedizione. Una bella storia se si considera che gli spostamenti da e per Gaza sono molto ristretti da anni e che – anche ai pescatori – è imposta una zona proibita per la propria attività che deve svolgersi entro le sei miglia nautiche dalla spiaggia. «Come pescatore – ha spiegato Soltan che ha poi contattato tramite email gli autori del messaggio, Bethany Wright e il suo ragazzo Zac Marriner – sono rimasto colpito di come questa lettera ha viaggiato attraverso confini e acque internazionali senza restrizioni, mentre noi non possiamo spingerci più in là di sei miglia. Spero che un giorno potremo essere liberi come questa bottiglia». La bottiglia ha superato infatti le navi militari israeliane e ha almeno metaforicamente rotto un muro che intrappola ancora gli abitanti di Gaza. Il simbolo è piaciuto tanto che alla fine di agosto i residenti si sono ritrovati per lanciare nel mare le proprie bottiglie con messaggi, con l’obbiettivo di raggiungere il mondo al di là delle barriere.