Un anno di buone notizie per i popoli indigeni

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La dichiarazione globale per lo sviluppo sostenibile inserisce l’azione in difesa dell’ambiente e del clima come una delle 17 cose da fare per dire addio alla povertà estrema. Tra quelli che lottano su questo punto, ci sono spesso i popoli indigeni che – nel 2017 – hanno ottenuto diversi successi in questo campo. Recentemente, la protesta degli indigeni brasiliani ha permesso che una corte federale bloccasse la proposta del presidente Temer di permettere l’estrazione mineraria all’interno della foresta amazzonica. In maggio, la Corte africana sui diritti umani si è invece pronunciata a favore della tribù keniana degli Ogiek, ammettendo che il governo ha violato i loro diritti togliendogli la terra che abitavano dal 1911. In Perù le iniziative di due società petrolifere internazionali sono state bloccate dal tribunale che ha deciso di consultare le comunità indigene Awajun e Wampis prima di dare il via alle perforazioni nelle terre indigene. Infine, il marzo scoso, dopo una lotta portata avanti dalle tribù indigene Maori, la Nuova Zelanda ha decretato che il fiume Whanganui, venerato dai maori, ha gli stessi diritti legali di un essere umano e il Parlamento ha anche stanziato 30 milioni di dollari per migliorare la salute del fiume: una grande vittoria per gli indigeni ma anche per l’ambiente.