Esercizi di memoria #1

Scritto da in Racconti

Che il tempo concesso con una persona è limitato fin dall’inizio lo capisci sempre alla fine. Di solito è troppo tardi oppure se hai fortuna afferri il concetto sul limite della conclusione, quando ormai la gran parte della clessidra è scesa e di quella vita al tramonto — toccata da acciacchi e malattie improvvise — ti sono concessi appena i brandelli. A questo punto sta solamente a te decidere se ignorare i segnali e limitarti a somministrare pillole e gocce al degente, o altrimenti sacrificare pezzi importanti del quadrante dell’orologio per tentare di recuperare l’eredità di un’altra vita. In fondo è quello che si fa quando una persona muore: le si svuota la casa, si cerca in solaio e cimeli d’antiquariato dal solo valore affettivo spuntano dalle cassapanche, interrogando il successore più curioso. Che in questo caso sarei io. La nipote dalle domande incalzanti che non ha intenzione di perdere l’opportunità di parlare con i suoi grandi vecchi prima che sia troppo tardi. Ecco perché questo settembre ho deciso di sacrificare una sera in palestra per fare esercizi solo di memoria, sforzandomi di mandare a mente tutto quello che la coppia di antenati mi racconta tra un cucchiaio e l’altro di pastina.

Non so cosa diventerà quello che mi racconteranno e nemmeno se abbia un qualche interesse fuori paese. Ma nel frattempo scrivo su Medium Esercizi di memoria per annotare sensazioni delle serate dedicate al ricordo e costringermi ad avere metodo, assolutamente necessario quando si maneggia un’eredità.

 Esercizi di memoria #1 @Medium