La Camel Pizza si consegna nel deserto

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Hindu Mani ha 28 anni e da un anno in un campo Sahrawi nel bel mezzo del deserto algerino gestisce una pizzeria davvero sui generis. La ragazza – che nel frattempo ha assunto delle dipendenti, tutte donne – è infatti l’unica di Awserd, il campo di rifugiati sahrawi che attendono l’indipendenza delle Nazioni Unite da 26 anni, a garantire la consegna della pizza appena fatta a domicilio dal sabato al giovedì. A bordo della sua Mercedes, Mani cavalca le dune del deserto per raggiungere tutte le destinazioni: «Creare un’attività è l’unica alternativa che ha un giovane se non vuole andarsene da questa situazione di precarietà che dura da più di 40 anni. Anche per dare una possibilità alle ragazze sahrawi ho creato la mia pizzeria». Dopo gli studi in Algeria, Mani ha deciso di tornare al campo dove è nata e darsi all’imprenditoria a partire dalla sua passione per la cucina: «Fin da quando avevo sei anni, guardavo programmi televisivi sui cuochi e provavo a riprodurre le ricette a casa» finché a 19 anni si specializza nella preparazione della pizza grazie alla quale vince un concorso all’interno del campo. Grazie ai 9mila dollari ottenuti dall’UNHCR e da Oxfam ai quali ha presentato un progetto, Mani ha comprato un forno e altro materiale per la pizzeria: così è nata la «camel pizza», la specialità della casa che contiene pomodoro, cipolle, peperoni, olive, erbe aromatiche e l’immancabile carne di cammello. Anche in volontari europei delle organizzazioni non governative percorrono chilometri per gustarla e quando ci sono le partite di calcio il locale di Mani si riempie di giovani di diverse nazionalità. Il sogno? Aprire altre pizzerie, una per ogni campo di rifugiati nel deserto che circonda la città di Tindouf.