Mosul: un prof per la rinascita della biblioteca

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Si trovano con tante macerie e molto da ricostruire, ma gli abitanti di Mosul – la città scelta dall’ISIS come centro del califfato in terra irachena dal 2014 e liberata solo un mese fa – vogliono ricominciare dalla cultura. Larga parte delle strutture sacre, moschee, monasteri, musei così come la città universitaria è stata rasa al suolo dalle truppe dell’ISIS con l’intento di instaurare un clima di paura e scoramento nei civili. Oggi un professore vuole far ripartire la ricostruzione proprio dalla biblioteca dell’università: un luogo di cultura simbolico ma anche un vero e proprio tesoro che custodisce antichi manoscritti islamici e documenti dell’impero ottomano. Sotto lo pseudonimo di Mosul Eye, l’ex alunno e docente dell’università di Mosul insieme ad alcuni volontari stanno cercando i libri sotto le macerie per creare una prima collezione della restaurata biblioteca. Per ora ne hanno raccolti 2000 ma dalle colonne del suo blog – che tiene da tre anni – l’anonimo docente lancia un appello alle donazioni che sono già arrivate a quota 10mila anche grazie all’intervento internazionale. La speranza è raggiungere la soglia di 200mila libri, un numero sufficiente per garantire la riapertura della biblioteca universitaria il prossimo anno.