Route Sicily Sicily, la fatica della bellezza

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Scarpe da tennis e quindici litri di acqua negli zaini: sono le sei e mezza del mattino. Il sole sale rapido nello specchietto retrovisore, siamo diretti a ovest decisi a battere i 7+7 chilometri di costa che incorniciano da San Vito Lo Capo a Scopello la riserva naturale dello Zingaro. L’escursione ad agosto è sconsigliata soprattutto in questi giorni di caldo torrido ma sappiaml che la bellezza costa fatica. Siamo i primi ingressi della giornata ma solo virtuali visto che oggi lo scirocco tiene in scacco lo Zingaro, chiuso in via precauzionale per rischio incendi. Ci resta San Vito Lo Capo alle otto del mattino: la spiaggia  – definita da molti la più bella della Sicilia –  si raggiunge comodamente pochi metri al di là del parcheggio eppure, nonostante fosse pure semi deserta a quell’ora del mattino, il lido lascia addosso solo amarezza. È la seconda delusione di una giornata appena cominciata che non promette nulla di buono. Eppure la strada svolta e noi decidiamo di seguirla senza navigatore finché arriviamo allo sterrato che porta alla riserva naturale del monte Cofano. Cosa? Non lo sappiamo noi, nè la guida e non c’è nemmeno un sito web… L’accesso all’area è interdetto per colpa di una frana ma ci assicurano che per qualche chilometro almeno fino alla Tonnara ci si può arrischiare. E così scopriamo l’acqua più limpida che io abbia mai visto, in un accozzaglia di scogli schifati dalle orde dei turisti. Anche Scopello la scopriamo per la via meno battuta, una discesa sdrucciolevole che rischia di farci slogare una caviglia ma che ci indirizza proprio al centro di un acquario incontaminato: la fatica della ricerca ci ha portato bellezza.