Route Sicily Sicily, Palermo vera

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Palermo di domenica ad agosto è una piana che si scorge tra il pulviscolo dell’afa che si solleva dall’asfalto come da dune desertiche. Addentrarsi nel centro disegnato geometrico (che tuttavia nasconde quartieri aggomitolati e autentici come la Vucciria) è una camminata interrotta da oasi. L’integrazione qui passa innanzitutto dai monumenti (la cattedrale di origine, il palazzo dei normanni con i cassettoni a muqarna, la chiesa di San Cataldo che unisce Islam e cristianesimo senza soluzione di continuità) e si trasla per osmosi alla gente ospitale fin dalla nascita, quasi per genetica. Basta pranzare da Franco U Vastiddaru, il tempio del panino con la milza, per capire: si ordina dal marciapiede, si mangia con calma e solo alla fine si paga il conto stracciatissimo. È lo street food siciliano quello vero che non conosce moda a differenza della pallida imitazione che si cucina nei camioncini delle feste estive in Brianza. Anche in provincia, prese panelle e crocchè dal carretto vista mare, si avvolge il cartoccio e si porta fino al bar sulla spiaggia dove il personale della schiscetta in versione meridionale non si scandalizza nemmeno. Ma Palermo è anche il signor Pino che dal suo bancone schiacciato tra i palazzi della centralissima via Vittorio Emanuele fa la granita come una volta. Con una ghiacciaia con bottiglie impilate alla rinfusa e arredamento antico – si badi, non vintage – nel locale di Pino, occhi azzurrissimi e capelli bianchi, il tempo si è fermato insieme a una cortesia di altri tempi. Prima di lasciare la città puntiamo a via d’Amelio e il navigatore segna la rotta mettendoci in automatico sulle tracce di via Notarbartolo. L’albero di Falcone, immenso, aggroviglia il palazzo al civico 23 fin nelle fondamenta e un pony express – conclusa la consegna di una pizza nella scala A – lo accarezza in muta preghiera. A via d’Amelio sotto l’ulivo di Borsellino siamo insieme a tre ragazze di Latina che come noi non possono ricordare lo scoppio del 19 luglio 1992. Un uomo del posto ci ringrazia: «Il fatto che veniate qui è un atto di fede nei confronti dei palermitani onesti».