Route Sicily Sicily, l’orecchio e altre estremità

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Il viaggio è ricerca delle estremità. Quelle geografiche, che ad ovest regalano l’ultimo tramonto e a oriente la prima alba. Oggi siamo andati all’ultimo brandello di terra italiana che assicura una vista privilegiata sul Mediterraneo. La chiamano isola delle correnti perché qui due mari s’incontrano nell’ultimo abbraccio prima di diventare una cosa sola, il mare nostrum. L’ultimo saluto alla costa orientale siciliana lo diamo da Siracusa, urlando arrivederci nella cavità che rimbomba dell’orecchio di Dionisio. Mani sul volante percorriamo la costa superando la riserva naturale di Vendicari è così avanti per chilometri, finché da lontano avvistiamo un tempio. Agrigento si presenta poco più in là, come una macchia di palazzoni anonimi ed enormi che non sono Sicilia nè New York. Il vero monumento è un ammasso di argilla  bianca rappresa in una scala che finisce in mare: si dice che i “turchi” si aggrappassero a questo sperone per entrare nell’isola; un tuffo dalla bianca scogliera e anche noi ci addentriamo nell’ovest.