Route Sicily Sicily, parte orientale

Scritto da in Racconti

 

Assomiglia a una vecchia réclame scolorita dal sole la Sicilia che da Messina si stende fino a Catania. In mezzo c’è tanto e tutto (archeologia cultura, tradizione e poi mare), ma l’impressione è che qui il marketing non sia arrivato e l’Italia sia ancora la stessa del boom economico. Ci ritroviamo nella casa di uno skipper il cui volto immaginiamo nei trofei di vela esposti sulle mensole; da qui esploriamo la bella (ma caotica) Taormina con il suo teatro dove è impossibile non immaginare le tragedie di Eschilo. Meno battute sono le strade di Castelmola, borgo dall’aspetto medievale quattro chilometri sopra Isola Bella. Ma è a Forza d’Agrò dove andiamo a cercare la Sicilia più autentica… Ci ritroviamo in un borgo storico abbandonato e malmesso le cui stradine non smettono però di arroccarsi in alto, verso il cielo, forse in un muto movimento di riscatto. Due vecchine parlano sulla panchina (e di sicuro notano gli stranieri), mentre un’altra s’aggiusta le pantofole dietro la porta di casa. Nei vicoli semideserti rimbombano le voci e qualcuno suona, al di là delle pareti. Nella valle che prende il nome dal pastore figlio di Pan innamorato di Galatea, ci fermiamo ad Acireale: è la prima volta in questo giro che riconosco la caratteristica luce gialla che plasma i mattoni chiari dei monumenti siciliani. Catania passa come una delusione veloce, senza dare nemmeno un indizio – sbiadita e poco curata ai piedi dell’Etna – di quello che ci sta aspettando.