Che capolavoro è, te lo dice l’app

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Fin da quando è nata, nel 2014, l’hanno chiamata «Shazam delle opere d’arte». Perché in effetti, l’app GetCoo (che letteralmente significa «Seguite il piccione») trasferisce il principio del riconoscimento dalle orecchie agli occhi permettendo ai suoi utenti di scoprire qualche informazione di più sul monumento che hanno davanti. L’idea nata dal ravennate Stefano Berti è semplice: basta inquadrare una statua, una chiesa o un dipinto e l’app ti dice di cosa si tratta, liberandoti del fardello di una guida e dall’obbligo di download di app specifiche per ogni sito archeologico che il turista visita. L’intuizione arrivò sulle sponde del lago Michigan dove Stefano col fratello Claudio si trovarono di fronte a un monumento che però non riuscirono ad identificare da soli. Un problema che oggi non avrebbero avuto visto che ormai il programma contiene quasi 300mila immagini di opere d’arte digitalizzate e oltre mezzo milione di foto segnalate dagli utenti stessi della comunità. Non è detto però che l’algoritmo di riconoscimento visivo sia solo a servizio dell’arte, anzi, i campi di applicazione sono moltissimi e per esempio potrebbe essere utile nell’ambito naturalistico e agricolo.