Le emissioni del mercato le svela la mappa

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Prima di valutare i Paesi più attenti all’ambiente, è meglio consultare la mappa. Un recente studio dell’Università di Siena in collaborazione con la danese Aarhus University ha infatti disegnato una cartina per tracciare le attività di importazione di anidride carbonica contenuta nei prodotti più comuni che si muovono in 170 diverse nazioni del mondo. L’idea dello studio nasce dalla constatazione che il nostro sistema economico si basa sulla delocalizzazione della produzione verso i paesi meno sviluppati. Questo permette alle aziende di operare in condizioni economiche vantaggiose ma consente agli occidentali di sfruttare le risorse dei più poveri senza però accollarsi alcuna responsabilità di tipo politco-ambientale. La nuova cartina invece fa i conti della CO2 dalla produzione fino al consumo, aumentando di molto gli oneri ambientali di stati come Stati uniti, Olanda, Francia e Regno Unito. Gli Usa sono il paese che importa più anidride carbonica nascosta e, con la nuova cartina, gli States diventano responsabili del 15 per cento di emissioni in più rispetto al precedente calcolo. Anche l’Italia vede crescere il “saldo nazionale” di emissioni di circa un quarto.