L’Orchestra invisibile che suona jazz

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L’«Orchestra invisibile» quasi nessuno l’ha mai vista esibirsi in pubblico ma ogni settimana la band si scatena al riparo della Cascina Rossago, nell’Oltrepò pavese, a ritmo di jazz. I venticinque musicisti – dai 22 ai 52 anni – sono i protagonisti della formazione che unisce strumentisti di professione, operatori sanitari e persone con autismo. In un casale abbandonato riadattato allo scopo, da quasi dodici anni, l’Orchestra invisibile percuote rullanti, charleston e spazzole a batteria, su intuizione del professore Pierluigi Politi, docente di psichiatria all’Università di Pavia. A Superabile spiega: «Mi venne chiesto di tenere un piccolo concerto di jazz, all’interno della struttura, in occasione del Natale; tra il pubblico c’erano ragazzi con problemi comportamentali di non poco conto, che rimasero completamenti attenti alla musica. Allora proposi di organizzare qualcosa di musicale».  Alla maggioranza dei partecipanti è stata diagnosticata una forma di autismo grave, eppure l’orchestra funziona lo stesso. Certo, all’inizio delle prove – ogni fine settimana – ognuno va al suo tempo ma dopo un’ora e mezza i ritmi si uniformano in un bellissimo esempio di jam session. Solo due volte all’anno, l’Orchestra invisibile si esibisce in pubblico, visto che per molti ragazzi  affrontare la platea non è affatto semplice: ecco perché il papà di uno dei musicisti ha costruito un pannello semi-trasparente che separa il palco dal pubblico, mantenendo l’Orchestra quasi invisibile.