Babbo Natale non premia i più buoni

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Che i bambini abbiano fatto i bravi o i cattivi sembra non interessare più a Babbo Natale che, secondo una ricerca svolto nei reparti pediatrici degli ospedali del Regno Unito, visiterebbe i piccoli degenti seguendo tutt’altri criteri. Lo studio natalizio apparso sul «British Journal of Medicine» – che ogni anno affronta un tema strambo con rigida metodologia scientifica – infatti rivela che Santa Claus scende nel camino delle cliniche più ricche, disdegnando gli ospedali delle zone inferiori dal punto di vista socio-economico. I ricercatori hanno cominciato constatando che non esisteva alcuna ricerca empirica in grado di dimostrare che Babbo Natale premia i bambini a seconda del loro comportamento. Intervistando 186 ospedali inglesi, hanno chiesto se l’uomo vestito di rosso li aveva visitati lo scorso Natale, hanno aggiunto informazioni relative al comportamento dei bambini (come assenze scolastiche e tasso di condanne penali a carico di minori…) e misurato la distanza degli ospedali dal Polo Nord. Il risultato è che Babbo Natale ha visitato il 90 per cento degli ospedali coinvolti, ma la probabilità della visita mancata cresceva sensibilmente nelle zone più povere, con peggiori condizioni lavorative, sanitarie e formative. Nessuna prova invece che Babbo Natale avesse lasciato perdere dal suo tour i bambini meno studiosi o più scapestrati e nemmeno quelli più lontani dalla sua abitazione polare. Non è stato verificato, a detta degli esperti stessi, che le scelte di Babbo Natale fossero state influenzate da altri fattori come la qualità del whisky lasciato a sua disposizione, la disponibilità di camini e di posto auto gratuiti per le renne. «Le condizioni socioeconomiche – ha detto Jarvis Chen, primo firmatario dello studio – sono un ostacolo anche per le capacità soprannaturali di Babbo Natale. Questo risultato dovrebbe convincere tutti che bisogna mettere in campo politiche e interventi per affrontare le diseguaglianze».