Perché adottare della «spazzatura galattica»

Scritto da in Spazio

Se volete partecipare a una missione spaziale ma non avete modo di andare in orbita, Adrift è quello che fa per voi. Si tratta di uno strumento realizzato da Cath Le Couteur e Nick Ryan che potrebbe dare una mano alla Nasa e alle altre agenzie spaziali internazionali a monitorare i pericolosi frammenti, residui delle missioni galattiche del passato, che gravitano nell’orbita terrestre. Infatti i residui di «spazzatura spaziale», anche se molto piccoli, diventano una vera e propria minaccia nel momento in cui si mettono in movimento, spostandosi a migliaia di chilometri all’ora. Recentemente l’astronauta Tim Peake ha dimostrato quanti danni possono fare i detriti spaziali, fotografando una crepa di 7 millimetri nella cupola della Stazione Spaziale Internazionale. Da queste considerazioni, nasce il progetto artistico «Adrift» che da un lato associa un suono ogni volta che un frammento passa sopra la testa dei partecipanti, dall’altra permette a qualsiasi terrestre di adottare tre frammenti di spazzatura spaziale e di ricevere un tweet quando il proprio detrito si trova in zona. Il metodo giocoso aiuta la Nasa a monitorare ben 27mila detriti su 200 milioni stimati che ancora vagano in orbita: tra i primi pezzi disponibili all’adozione c’è Vanguard I, satellite americano ad energia solare lanciato nello spazio nel 1958.