Combattere la siccità con le bucce d’arancia

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Combattere la siccità con la frutta: un titolo che è anche un programma quello assegnato dalla sedicenne Kiara Nirghim proveniente dal Sud Africa che si è appena aggiudicata il primo premio del Google Science Fair, la competizione scientifica rivolta ai ragazzi tra i 13 e i 18 anni e sponsorizzata dal colosso hi-tech. L’invenzione di Kiara che ha usato bucce d’arancia per sviluppare un materiale super assorbente e a basso costo per fare in modo che l’acqua rimanesse nel terreno, è stata giudicata dalla giuria la migliore innovazione tecnologica proposta. Tra l’altro l’idea della giovane è sembrata adattissima ai tempi, visto la siccità che ha colpito il Sud Africa e che è la peggiore degli ultimi 45 anni, con il livello di precipitazioni più basso dal 1904. Anche se con la sua economia avanzata, il Paese è riuscito a sopravvivere alla crisi climatica, altri paesi della regione come lo Zimbabwe hanno dovuto dipendere da aiuti alimentali internazionali, visto l’impossibilità di portare a buon fine la coltivazione e la raccolta. Kiara – che per la sua idea ha vinto una borsa di studio di 50mila dollari – ha fatto tre esperimenti per testare la ritenzione idrica del suolo a cui veniva sottoposta la particolare «miscela di bucce d’arancia» grazie alle quali il terreno era in grado di assorbire il 76,1 per cento di acqua. La ragazzina ora sogna di applicare il metodo della frutta ai campi del suo Paese e di aiutare gli agricoltori a risparmiare soldi e a salvare i loro raccolti.