Rapper contro la paura

Scritto da in Internazionale

Diciannove anni, cappellino all’indietro e il volto da ribelle. Tammam, giovane siriano e aspirante rapper, nel febbraio 2016 si trasferisce dalla sua città natale a Hama, nell’area non governativa. «Era una zona sconosciuta, non sapevi chi la controllava… Non si faceva altro che chiedere pietà alle persone, a Dio, a tutti» racconta al giornalista David Alexander. Poi Tammam con la sua famiglia riesce ad arrivare in Grecia attraverso un viaggio della speranza su una piccola barca ma quando racconta questa esperienza si fa più serio: «È stato pericolosissimo, più di quanto si possa immaginare. Lo è per moltissimi siriani. Sono stato così fortunato, davvero». Tammam ora abita ad Atene in due stanza di albergo, sotto la protezione di UNHCR aspettando il programma di ricollocamento per andarsene dalla Grecia. Intanto continua a fare rap, una passione cominciata a 15 anni: «All’inizio era un hobby da teenager, quando sei un rifugiato però tutto cambia: parli delle cose che odio della società, anche della Siria e degli imbrogli dei politici arabi. Scrivere è una necessità: il rap mi permettte di parlare di ciò che mi fa paura».