Il Bangladesh vuole azzerare l’analfabetismo

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«Se tutti facciamo in modo che nessuno rimanga analfabeta nel proprio ambito e se tutti ci impegniamo a insegnare a leggere e scrivere ai più piccoli, allora il Bangladesh sarà presto un Paese libero dall’analfabetismo» ha detto giovedì scorso Sheikh Hasina, primo ministro bengalese davanti a rappresentati pubblici, insegnanti, studenti, organizzazioni studentesche, movimenti e funzionari pubblici e dirigenti privati. La premier ha lanciato il suo toccante appello durante la cerimonia di apertura della cinquantesima Giornata internazionale dell’alfabetizzazione 2016 che quest’anno ha come tema a livello globale «Istruzione per il XXI secolo». Oggi il Bangladesh ha un tasso di alfabetizzazione del 71% ma ancora molta strada resta da fare per rendere il Paese libero da questa piaga e fare un passo per «rendere il Bangladesh libero dalla povertà». La premier ha detto che si aspetta che il suo Paese diventi una nazione felice e prospera, ma che uno Stato non può prosperare senza educare la sua gente: ecco perché in Bangladesh l’istruzione è definita tra i diritti fondamentali delle persone ed è obbligatoria e gratuita per tutti i bambini. Anche le ragazze hanno l’opportunità di studiare fino alla nona classe e il premier ha rivelato che non solo le bambine sono più dei maschi iscritti, ma che ottengono risultati migliori agli esami. L’obbiettivo del governo di Hasina è arrivare al 2021, anno del giubileo dell’indipendenza del Bangladesh, con un tasso di analfabetismo vicino allo zero. Per farlo a chiesto aiuto ai maestri, che ha definito «sonar manush» ovvero persone d’oro.