Kenya: opere d’arte dalle infradito

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Dal letame nascono i fiori, cantava De André in un celebre pezzo: una massima che ben si adatta al progetto di riciclaggio in atto in Kenya per ripulire e dare un senso alle milioni di tonnellate di rifiuti che occupano le spiagge del Paese. La plastica viene raccolta da volenterosi kenioti che ogni giorno riempiono decine di sacchi: un servizio utilissimo visto che l’immondizia avvelena i pesci, molti dei quali sono parte integrante dell’alimentazione degli abitanti della costa. La gran parte della plastica recuperata viene riciclata in strutture adiacenti ai centri di raccolta, mentre le   di fianco ai centri di raccolta, mentre le infradito vengono portate nella capitale Nairobi dove entrano in una bottega che li trasforma in artigianato. L’azienda realizza col materiale pupazzetti artistici che sono un modo per comunicare il tema della salvaguardia degli oceani. Inoltre, il progetto dà lavoro a oltre 100 persone in Kenya, ex artigiani specializzati nella lavorazione del legno per i quali, però, l’acquisto della materia prima è diventato troppo costoso. Oggi il mercato dei pupazzetti «verdi» nati dalle flip flop si sviluppa anche in Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania.