Toscana: l’università al di là delle sbarre

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Per molti che quest’anno si affacciano alla maturità, il prossimo anno sarà il primo «accademico». Per dare la possibilità a tutti di frequentare corsi all’università, però, la regione Toscana ha in agenda il prossimo settembre un incontro con amministrazioni penitenziarie e rettori d’ateneo per favorire l’iscrizione ai corsi di laurea anche dei detenuti. L’idea arriva da una proposta formulata dal garante dei detenuti della Toscana, Franco Corleone, che settimana scorsa ha presentato una relazione in cui sottolinea l’importanza di un educazione universitaria anche al di là delle sbarre. «L’idea è quella di permettere ai reclusi di seguire con più facilità i corsi, innanzitutto attraverso spazi più adeguati dentro le carceri, ma poi anche attraverso la possibilità di seguire le lezioni via skype collegandosi alle aule dell’università». Ecco perché alcuni docenti di Firenze, Prato, Siena, Pisa, Bologna, Torino e Padova si ritroveranno prima dell’inizio del nuovo anno accademico per decidere come organizzarsi e dare il via a questa nuova avventura.