Alissa Rubin: donna da Pulitzer

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È scesa in profondità dei conflitti più spaventosi al mondo e lunedì, per un attimo, ne è uscita con il premio Pulitzer per il miglior reportage internazionale in mano. Stiamo parlando di Alissa J. Rubin, giornalista americana che da 15 anni – prima dalle colonne del Los Angeles Times e dal 2007 sul New York Times – racconta storie difficili di sopravvissuti e vittime della guerra. Iraq, Balcani, Afghanistan: la corrispondente Rubin ha girato la parte di mondo più bellicosa e nel 2009 è diventata addirittura caporedattore del giornale a Kabul dove ha avuto modo di raccontare la guerriglia di quelle zone da vicino, facendone spesso le spese. Nell’agosto 2014, per esempio, la reporter era a bordo di un elicottero per portare aiuto ai rifugiati yazidi nel Kurdistan iracheno che fu oggetto di  un incidente aereo – poi rivendicato dall’Isis – sul monte Sinjar. In quell’occasione Rubin rimase ferita ma la paura non fermò il suo lavoro di documentazione che è già stato premiato nel 2015 con il riconoscimento alla carriera John Chancellor Award. Lunedì scorso il consiglio del Pulitzer ha consegnato alla giornalista il prestigiosissimo premio per il suo reportage dell’anno scorso sull’Afghanistan nel quale ha raccontato le crudeltà subite dalle donne del Paese «in modo illuminante e con dettagli commoventi».