Ora la tavola periodica è anche giapponese

Scritto da in Curiosità

La tavola periodica si allarga ad est – non solo perché il rettangolino del neonato elemento 113 sarà aggiunto verso destra sulle stringhe della Bibbia dei chimici – ma perché i suoi scopritori vengono dall’Oriente e per la precisione dal Giappone. È la prima volta che i ricercatori nipponici, con una serie di studi nell’istituto di Riken, sono riusciti a isolare un elemento e, quindi, a loro spetta dargli un nome. Il nuovo materiale – la cui esistenza è stata dimostrata per ben tre volte tra il 2004 e il 2012, come vuole la prassi scientifica internazionale – occuperà la settima riga dello schema di Mendeleev, insieme ad altri tre «fratelli» ai quali è stato attribuito un nome provvisorio in attesa che i papà biologici si decidano a battezzarli. Per il 115, 117 e 118 però non ci sarà niente di nuovo visto che questi elementi devono la loro nascita a scienziati russi e statunitensi che già hanno contribuito altre volte all’ampliamento della tavola periodica. Per l’elemento 113, invece, i giapponesi sono di fronte a una sfida inedita tanto che i media nazionali – colpiti da un attacco improvviso di orgoglio patriottico – stanno lanciando veri e propri sondaggi per «isolare» il nome più quotato. Per ora il candidato numero uno sarebbe «japonium» ma non è escluso che gli scienziati decidano di utilizzare il nome degli scopritori o personaggi storici significativi per il Paese. Ma l’indecisione regna come si addice, dopo tutto, alla natura instabile dell’elemento 113 appena scoperto.