Jamie Vardy: dalla fabbrica alla Premier League

Scritto da in Cronaca

Dalla fabbrica alla Premier League. È la favola di Jamie Vardy, l’attaccante ventottenne del Leicester che, con 18 gol in 25 partite, ha spiazzato i bookmakers inglesi e sta facendo letteralmente impazzire i tifosi del calcio internazionale. Prima di diventare capocannoniere in carica della Premier, infatti, il giovane di Sheffield giocava da semi-dilettante nella quinta lega (categoria equivalente alla nostra Eccellenza) e nessuno si sarebbe certo aspettato la sua ascesa nell’olimpo dei campioni della serie A inglese. A quell’epoca Vardy si divideva tra turni massacranti sulla catena di montaggio in una azienda produttrice di apparecchi ortopedici e allenamenti sul campo della Stocksbridge Park Steels. L’attaccante era infatti finito nella rosa della squadra quasi per caso dopo aver fallito le selezioni d’ingresso per la più nota Sheffield Wednesday: «Mi bocciarono perché ero troppo basso. Il bello è che dopo quel provino in un mese crebbi 20 cm di colpo. Però ero demotivato, per 8 mesi non toccai più un pallone. Essere respinto dalla squadra che ho sempre tifato fu uno choc. Però poi arrivò l’opportunità dello Stocksbridge e tornai in campo». La paga allora era di circa 30 sterline alla settimana, ma per l’operaio Vardy era già un bel successo. Poi – dopo una stagione record in cui Vardy mette a segno 34 reti –  il Leicester lo nota e lo acquista. In meno di un anno la squadra è promossa in Premier e ora, una rete dietro l’altra, l’ex metalmeccanico tiene in vetta alla classifica il Leicester che continua a collezionare successi. La sua incredibile vita da ragazzo normale (a tratti da bad boy visto che per un periodo dovette indossare persino un braccialetto elettronico a causa di una rissa in un pub…) piace anche al regista inglese Adrian Burchart, il quale sta pensando di trarne il soggetto per un film. In effetti, ad incantare è il fatto che la storia di Vardy stona col quadro di uno sport «scandaloso», che più che alla palla ruota ormai intorno ad affari e giganteschi tornaconti economici. Ogni vittoria sul campo dei ragazzi della working class di Leicester, guidati dal coach italiano Claudio Ranieri – tra cui molte clamorose contro rose che valgono miliardi – accende una speranza sul futuro del calcio ed è il segno che, qualche volta, anche le favole si avverano.