Abaya: D&G firmano il velo islamico

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Dio è uno solo e si chiama lusso. A mettere a tacere le contese culturali tra le due grandi religioni monoteiste del nostro tempo, cristianesimo e Islam, ci pensano Dolce & Gabbana, i due celeberrimi stilisti italiani che non sono nuovi alle provocazioni (sia nel campo delle innovazioni della moda sia nelle loro uscite pubbliche). L’ultima trovata della collezione primavera-estate 2016 sulle passerelle degli artisti, infatti si chiama «Abaya» ed è una linea di abbigliamento appositamente pensata per donne musulmane. A svelarlo è stato proprio Stefano Gabbana sul suo profilo Instagram, postando modelle che indossano il tradizionale velo – per l’occasione impreziosito con gemme e ricami.  I colori rimangono neutri come preferisce la moda islamica, ma dei tocchi di colore compaiono nelle stampe floreali sui tessuti e negli smalti fluo. D’altronde, l’interesse delle donne musulmane per l’alta moda non è una novità e i numeri confermano l’esistenza di un mercato in crescita, anche in Occidente. Da questa considerazione commerciale più che per una scelta d’integrazione nasce dunque «Abaya» che – persino in un momento storico critico come il nostro –  per un attimo allontana i timori di una «guerra santa» e mette due culture sotto il comune denominatore dell’abbigliamento. Il potere dello stile italiano o solo il fiuto del capitalismo?