ResetSvalbard: i ragazzi che sognano l’artico

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«ResetSvalbard».  La parola – che mette insieme l’acronimo delle parole inglesi Reserch Education Svalbard Experience  – riassume il programma della gita scolastica di una classe quarta liceo, ma più che a un viaggio di studio «ResetSvalbard» assomiglia a una missione scientifica. Già, perché per il 2016, i 23 studenti di una classe di un istituto superiore di Rovereto hanno deciso – su proposta del loro professore di scienze Matteo Cattadori – di tralasciare le solite mete europee previste dal programma scolastico per intraprendere un viaggio ai confini del mondo. L’idea è di trascorrere 15 giorni, nella prossima estate, alle isole Svalbard nel mare glaciale artico per fare ricerca e studiare i cambiamenti climatici, toccandoli con mano. Del tema se ne parla spesso e tanto, ma fare analisi in prima persona con scienziati ed esperti è ben altra cosa. Ecco il perché di «Una classe alle Svalbard»: un sogno che però costerebbe caro alle tasche degli studenti (circa 1500 euro a testa) e che perciò ha bisogno di fondi extra. Ma l’idea di poter fare un’escursione in tenda per studiare il territorio, usare il gommone per scoprire i ghiacciai e poter parlare con i docenti dell’Università delle Svalbard piace così tanto ai ragazzi che hanno deciso di rimboccarsi le maniche sia con studio aggiuntivo sull’ambiente artico sia con una straordinaria raccolta fondi in città. Da un anno infatti ormai, la classe ha organizzato iniziative per recuperare la somma necessaria alla partenza della classe al completo: dalle ore di ripetizioni (pagate) ai colleghi delle classi inferiori, alla vendite di torte e al servizio di catering per la festa di fine anno. Inoltre, gli studenti hanno cercato sponsor tra grandi aziende e istituzioni e, sul sito resetsvalbard.it, hanno iniziato una campagna di crowdfunding che si è conclusa domenica scorsa con ben oltre 6 mila euro d’attivo. Tutto è pronto dunque, manca solo di fare la valigia.