Hockey: la nazionale femminile cambia la Tanzania

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Si chiama Valentina Quaranta ma di anni ne ha solo trenta. La ragazza – nata a Bra, in Piemonte e sportiva da una vita – ha deciso di abbandonare la sua carriera atletica e accademica per volare in Tanzania, dove ha messo in piedi un progetto a dir poco eroico. Oltre a lavorare per una organizzazione non governativa, infatti, Valentina è diventata allenatrice della nazionale femminile di hockey su prato. Prima del suo arrivo, la Tanzania non conosceva né campionati né squadre di hockey femminile ma – girando il Paese a sue spese, senza alcun finanziamento pubblico – la giovane è stata in grado di raccogliere undici ragazze determinate a fare rete. E la sua squadra oggi ha già partecipato a ben due Coppe d’Africa. La storia di Valentina Quaranta comincia nel 2012 quando la giovane – fresca di laurea in psicologia e con alle spalle già 8 scudetti vinti e un posto fisso in nazionale di hockey – decide di lasciare le Langhe e imbarcarsi per una nuova avventura. Nell’estate parte per un progetto in Tanzania come psicologa di una Ong di Catania e finisce per rimettere in piedi una squadra di hockey femminile che era stata sciolta per mancanza di giocatrici. Ma ben presto il progetto si rivela un’importante iniziativa di promozione sociale: per salvaguardare il loro posto nella squadra, infatti, le donne sono incentivate a fare piccoli lavoretti in quanto – portando i soldi a casa – i mariti si dimostrano più propensi a lasciar loro uno spazio per lo sport. Non è un caso che la storia della nazionale femminile di hockey della Tanzania sia già diventata un simbolo di emancipazione della donna tanto che una regista italiana ha appena dedicato un film alla storia per segnalare che qui in campo, oltre alla pallina, c’è qualcosa di più.