Università inglesi: l’ammissione non discrimina

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Anche le domande di ammissione all’università inglesi saranno in codice. A dichiararlo qualche giorno fa – in sincrono perfetto con il clima creato dall’uscita del nuovo film del più famoso agente segreto britannico – è stato il premier David Cameron che ha ufficializzato le iniziative del suo governo contro le disparità sociali. La prima misura riguarderà proprio i prestigiosi atenei britannici, l’accesso ai quali è regolato da un centro di raccolta unico, chiamato Ucas, che smista le richieste in ingresso verso le università, dopo averle attentamente esaminate. Per evitare che la valutazione degli esperti sia contaminata da pregiudizi nei confronti dell’etnia o dell’appartenenza sociale del candidato, dal 2017 le domande d’iscrizione arriveranno “criptate” all’istituzione: nome e cognome così come altri dati identificativi saranno resi anonimi, mentre invece resteranno ben visibili curriculum, voti conseguiti e percorso scolastico. Secondo questo metodo, la futura matricola uscirà alla scoperto solo se e quando l’università le avrà accordato un colloquio. La decisione del governo inglese si rende necessaria per combattere preconcetti inconsci che sarebbero ancora presenti in larga parte della classe dirigente del Paese, nonostante negli ultimi 10 anni la percentuale di studenti di colore e di minoranze etniche nelle università sia aumentato sensibilmente. Cameron si sta dimostrando determinato nel garantire a tutti il diritto allo studio, anche se – ha dichiarato – “la strada verso l’uguaglianza è ancora lunga”.