W la pelle a buccia d’arancia!

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Addio pitone, da oggi la borsa sarà di pelle… d’albicocca. A giurarlo sono un gruppo di studenti olandesi che – tra una lezione e l’altra, a Rotterdam – hanno inventato un materiale innovativo per realizzare capi d’abbigliamento e accessori. Recuperando la pelle di decine mele e pesche avanzate sulle bancarelle del mercato e trattandole secondo un procedimento simile a quello utilizzato dagli chef per creare i loro “fogli” commestibili nasce un materiale resistente e impermeabile utilizzabile tranquillamente nel mondo della moda. Il Fruit Leather – che ovviamente ha una carta d’identità 100% “verde” – ha già salvato dalla spazzatura tonnellate di cibo andato a male, ma la speranza è che il materiale venga adottato al più presto anche da stilisti e grandi marchi. Un’idea simile, però, era già venuta a due ragazze siciliane, inventrici della startup Orange Fiber, che presentarono il loro tessuto ecosostenibile ottenuto dalle bucce degli agrumi e lo brevettarono già nel 2012. Oggi questa specialissima stoffa a buccia d’arancia punta a diventare un «tessuto cosmetico», capace di rilasciare sulla pelle di chi lo indossa tutte le vitamine dei nostri agrumi.