Come rianimare Mozart

Scritto da in Musica

Se non credete che la musica abbia un’anima, parlatene con Stephen Malinowski. Il musicista americano ha infatti inventato una vera e propria macchina per animare gli spartiti, anche quelli vecchi di qualche secolo. L’idea dello strambo compositore è trasformare le note in visualizzazioni grafiche, capaci di ipnotizzare anche gli scettici. In pratica, ogni nota viene associata a una barretta colorata più o meno lunga a seconda della durata del suono; poi si colloca a un’altezza ben precisa sulla lavagna digitale, a seconda che si tratti di un la o di un do. Lo schermo funziona come una specie di gigantesco karaoke che illumina le barrette fosforescenti solo al momento previsto dallo spartito. Il progetto della musica animata è iniziato negli anni Settanta, quando il giovane Malinowski iniziò ad ascoltare Bach drogato di Lsd. Da allora, la macchina pare si sia evoluta tanto da essere diventata capace di interpretare i processi psicologici scatenati dalle composizioni (anche durante una performance live). Ad oggi Malinowski ha «rianimato» concerti di Mozart ma anche più recenti balletti di Stravinsky, oltre – ovviamente – alle sue stesse composizioni.