La situazione è grammatica

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Ciliegie o ciliege? Da che parte va l’accento su perché? E sull’è? I dubbi ortografici esistenziali sono all’ordine del giorno per chi – per un motivo o per l’altro – si trova a dover scrivere non solo su whatsapp. Ma se un po’ di sano scrupolo linguistico ci sta anche nel professionista migliore, le ultime ricerche dimostrano che gli adulti italiani sono vere e proprie frane in ortografia, tanto che i bambini della scuola elementare conoscerebbero la grammatica molto meglio di noi. Non importa se pronuncia, grafia o punteggiatura: il rapporto internazionale Piaac (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) registra la débacle su tutti i fronti. I problemi maggiori si riscontrano nel plurale dei nomi composti (come pescespada o girocollo) e nell’uso del pronome personale gli/le, ma nuove incertezze derivano pure dalla parità di genere che ha portato una dilagante ambiguità linguistica nella formazione dei femminili delle professioni. Per far fronte all’emergenza, l’università di Pisa ha inserito in piano di studi un esame obbligatorio di grammatica italiana per gli iscritti a Giurisprudenza (per i quali il bello eloquio dovrebbe essere un must). Ma non solo. Anche tanti altri sono corsi ai ripari rispolverando il famoso manualetto del 1954 di Adriano Olivetti (e da poco ripubblicato) dal titolo Piccola guida di ortografia: allora era richiesto alle dattilografe del capo, oggi rischia di salire fino ai piani alti.