Ghetto on air

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Al microfono di Radio Ghetto c’è sempre qualcuno di «diverso». Nigeriani, senegalesi e ivoriani sono tra gli speaker preferiti dall’insolita frequenza (97.0’’) che per un mese, ogni agosto, trasmette i racconti dei migranti africani impegnati nella raccolta di pomodori a Rignano Garganico, in provincia di Foggia. La piattaforma è una vera radio «da campo»: non a caso la redazione sta in una baracca vicino alla terra coltivata per far in modo che qualunque bracciante possa indossare le cuffie in una pausa dalla raccolta e raccontare la sua storia. Il palinsesto prevede programmi multilingue e tratta i temi più diversi: oltre a passare buona musica, il network permette infatti ai migranti di socializzare, ma anche di studiare il diritto italiano e denunciare lo sfruttamento. Perché ogni estate in questa baraccopoli improvvisata vivono e lavorano 1500 migranti, per uno stipendio irrisorio e con l’acqua potabile ridotta al minimo. Radio Ghetto – in onda dal 2012 a livello locale per volontà di collettivi e centri sociali – quest’anno sarà trasmessa in tutto il paese, grazie a una collaborazione con Radio Popolare. Ma in questi giorni prima di andare di nuovo on air, i giovani responsabili di radio Ghetto stanno raccogliendo (alla sera, dopo i pomodori) anche radioline e batterie per far in modo che i «colleghi» della baraccopoli possano sintonizzarsi sulla frequenza giusta (per aiutarli, vedete qui).