La vera storia dei piccioni viaggiatori

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Altro che whatsapp, una volta i messaggi si spedivano via piccione. Non è un’invenzione degli sceneggiatori delle moderne fiction: gli infestanti pennuti – e non i nobili corvi o le aquile – sono davvero abilissimi nel trovare la strada di casa. Il sistema è semplice (video): basta allontanare il piccione dal suo nido perché lui si metta in marcia (ops, in volo) per ritornarci. Il merito sarebbe – oltre ad ottime capacità di riconoscimento visivo e olfattivo – di una specie di bussola interna capace di individuare il campo magnetico terrestre e di aggiustare l’orientamento. Ecco perché la mail del piccione (il cui unico limite è dunque di funzionare solo in un senso) era usata già 3 mila anni fa per proclamare i nomi dei vincitori delle olimpiadi fuori dalla Grecia. Da allora i piccioni viaggiatori sono stati di moda molto a lungo, tanto che durante le guerre mondiali i messaggi strategici venivano affidati proprio ai postini alati nella speranza che nessuno li abbattesse. Eh sì, le intercettazioni si rischiavano anche allora…