Tutt’altra musica

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Appassionati di canzoni d’altri tempi, auguri. Già, perché anche se non lo sapevate, oggi si celebra il Record Day Store ovvero la giornata mondiale di chi – nell’era del formato mp3 – crede ancora nel suono gracchiante del vinile. Non si tratta di una nicchia di nostalgici; i dati parlano di una crescita delle vendite nel 54,7% solo nell’ultimo anno. Pensate che proprio mentre Spotify guida il mercato verso l’ascesa della musica digitale, i vecchi dischi tengono ancora il 2% dei ricavi di vendite musicali mondiali. Ecco perché oggi migliaia di negozi di dischi indipendenti festeggiano la loro resistenza organizzando eventi tra le proprie storiche scaffalature. Per l’occasione sono state riedite cento copertine famose: si va dai Deep Purple ai Foo Fighter fino agli Who e c’è da scommetterci che certi titoli andranno rapidamente a ruba. Ma perché prendersi un vinile ai tempi di internet? Di certo non per la qualità, visto che anche gli esperti confessano che il presunto «suono migliore» del vinile è un falso mito. Eppure alle orecchie degli amatori questa continua ad essere tutt’altra musica.