Fragole bocconiane

Scritto da in Cronaca

È un bocconiano ma coltiva fragole. Questa è la storia di uno di noi (più o meno) che – complice anche un’eredità di famiglia di sessanta ettari di terreno fuori Milano – si è rimboccato le maniche (della camicia) e ha iniziato a vangare. Lui, classe 1988, porta il nome altisonante di Guglielmo Stagno d’Alcontres ma ha l’intraprendenza di uno che vuole farsi da sé. Nel 2011 il giovane Guglielmo impegna i terreni del piccolo comune milanese di Cassina de’ Pecchi, fino ad allora affittati dalla famiglia, e ci costruisce una serra fotovoltaica: i pannelli raccolgono energia e intanto i frutti di bosco ci crescono benissimo. Nell’ultimo anno l’idea gli ha fruttato 400 mila chili di fragole, cioè un milione di euro di fatturato. Non male, soprattutto perché ormai il marchio Straberry ha puntato tutto sulla distribuzione locale e sulla vendita diretta: in pratica la frutta si vende a chilometro zero a bordo di apecar che battono palmo palmo la provincia. Ovviamente la filiera è raggiungibile anche via web dove in diretta streaming si può vedere come si lavora in serra. Guglielmo Stagno d’Alcontres la vera lezione l’ha imparata qui.