C’era una volta… Natale a Milano (2)

Scritto da in Racconti

«Lo confesso, sottovalutai il suo tormento. Lo giudicai un capriccio, anche perché Giovanni, con me, si comportava normalmente. Il 25 dicembre si avvicinava… e così arrivò la vigilia frettolosa e piena di recuperi dell’ultimo minuto, di ritardi nei regali da colmare. Mi muovevo in moto, pieno di sacchetti attaccati agli specchietti retrovisori quando mi giunse l’allarmata telefonata di mia moglie. «Giovanni è scomparso!» «Come scomparso? Non era a casa con te?» «Sì, sì, eravamo tutti a casa, ma in stanze diverse. A un certo punto dovevamo uscire e lui non si è presentato, la porta di casa era accostata. Manca il suo piumino. È uscito, da solo. Dio mio, cosa facciamo? Io chiamo la polizia». Tra me e mia moglie l’apprensivo sono io e se lei era stravolta dal terrore io sarei dovuto essere quasi in coma. Invece, non so per quale motivo, non ero per nulla spaventato. La sua partenza non era un gesto casuale, non era uscito così, come un bambino di 6 anni che dopo qualche metro si sarebbe sentito perduto, no, Giovanni aveva una mèta. Mentre mia moglie strillava al telefono, ebbi un’illuminazione: «No, Natale a Miano, no». Mio figlio aveva uno spiccato senso dell’orientamento. Qualche mese prima, poi, in auto con me, mentre accompagnavo un amico che mi era venuto a trovare alla stazione, mi aveva chiesto se quella era la strada per Centrale che si doveva fare anche a piedi. Sì, gli risposi, però ti consiglio di prendere la metro. Ma un bambino da solo, in metro, si nota di più, mentre se cammina per strada, senza incertezze, le probabilità che qualcuno si insospettisca calano vertiginosamente»… continua domani