L’hamburger: in teoria

Scritto da in Cucina

Altro che piatto per tutti, per mangiare un hamburger oggi serve quasi una laurea. Una buona notizia per gli esperti dei panini maxi che finalmente – negli anni duri dello slow food – si vedono riconosciuta una certa professionalità. Ad annunciarlo però non sono stati americani extralarge bensì un team di minuti ricercatori giapponesi che in quattro mesi hanno elaborato la teoria della «presa perfetta dell’hamburger». Odontoiatri, ingegneri e meccanici dei fluidi non hanno dubbi: la scoperta va presa sul serio, pena un’enorma macchia sulla camicia. Per evitare lo sbrodolamento di maionese e insalata infatti l’equazione prevede la postura corretta con pollice e mignolo sotto al panino e  tutte le altre dita sopra (medio al centro, indice e anulare sui bordi). Ma non solo: anche se molto affamati, i giapponesi consigliano di riscaldare la mascella dando qualche morso all’aria prima della cena. A qualcuno sembra una cosa piuttosto imbarazzante, ma c’è anche chi il suo panino è disposto a difenderlo coi denti.

Come mangiare un hamburger

Fonte: La Stampa