Parole da adottare

Scritto da in Curiosità

C’era una volta l’Accademia della Crusca a custodire il bello eloquio italiano… E in realtà a Firenze c’è ancora e dal 1585 continua a separare l’italiano puro (la farina) dai lemmi poco nobili (appunto, la crusca). Però da almeno tre anni esiste un altro modo per prendersi cura delle parole direttamente dal web. Si tratta di un progetto de La Dante, una società secolare che promuove l’amore per la cultura italiana e che ha da poco lanciato un vero e proprio social network per rilanciare i vocaboli in disuso della nostra lingua. Il sistema – che manco a dirlo si chiama Beatrice – è semplice: basta iscriversi, sfogliare il dizionario, scegliere una parola e adottarla. L’unica condizione per l’affidamento è la promessa di citare il termine appena possibile e di ammonire chi invece ne fa cattivo uso. In questo modo molte voci “strane” del dizionario come tabarro o caleidoscopio hanno già trovato una madre, ma ce ne sono ancora tantissime che aspettano di non essere più parole al vento.