Io sto con la sposa, tu?

Scritto da in Cinema

Hollywood ci ha abituati a vedere matrimoni al cinema, ma quelle di “Io sto con sposa” non sono decisamente nozze da film. La pellicola lanciata a ottobre parla infatti di una cerimonia sui generis: lei, Tasneem è una siriana residente regolarmente in Italia; lui, Abdallah è un migrante sopravvissuto al naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013. A sposarli per finta sono il giornalista Gabriele del Grande e il poeta palestinese Khaled Soliman Al Nassiry che incontrano cinque clandestini in fuga da Palestina e Siria e decidono di aiutarli. L’idea è portarli personalmente in Svezia dove i cinque (come tanti) sognano un futuro. È un bel rischio: in Italia la pena per favoreggiamento d’immigrazione è 15 anni… perciò, per evitare troppi controlli alle frontiere – trovata la finta sposa – si organizza una carovana di nozze fasulla. Oltre allo “sposo” Abdallah, in macchina salgono gli “invitati” in fuga: la coppia Mona e Ahmed; il giovane Manar e il padre Alaa. Dalle riprese di quel lungo viaggio (3000 km in 4 giorni) è nato “Io con la sposa”, la storia vera di un matrimonio per finta.