Una felicità disarmante

Scritto da in Internazionale

È un puntino minuscolo sul planisfero, eppure il Costa Rica ci prova lo stesso a sfidare i grandi della Terra: anche senza armi. Sì, perché la Repubblica di San José è la prima (seguita da soli altri 20 Stati nel mondo) che ha abolito l’esercito dalla sua Costituzione più di sessant’anni fa.

L’idea venne infatti nel 1949 all’allora presidente José Figueres Ferrer, un catalano particolarmente illuminato emigrato nelle Americhe. All’epoca la situazione del Costa Rica era tutt’altro che rosea: il Paese usciva proprio in quegli anni da una sanguinosa guerra civile e il Centro America era una zona parecchio calda (la problematica Cuba era ed è a due passi). Eppure il Costa Rica era già pronto per la sua “rivoluzione”… in poco tempo ci fu un disarmo a tappeto con l’obbiettivo di risparmiare soldi da investire nell’istruzione pubblica. La svolta partì dalla chiusura della storica caserma della capitale che fu trasformata in università: il motto era meno-soldati-più-insegnanti.

Risultato? Oggi le spese militari del Paese (che riguardano per lo più l’impiego di guardie costiere) sono solo lo 0,05% del Pil nazionale, mentre gli Usa e la Russia spendono in armi quasi 80 volte tanto. In compenso la piaga dell’alfabetizzazione è stata curata e grazie a una vasta esportazione di microchip anche l’economia è esplosa. Ultimamente il Paese sta combattendo altre battaglie mondiali: dal 1997 è in vigore una tassa sul carbone a tutela dell’ambiente e da qualche anno si studiano le applicazioni della biodiversità in agricoltura. Con la sua politica inoltre il Costa Rica si è guadagnato un posto da leader nella promozione della non violenza sulla scena internazionale, tanto che è diventato sede dell’Università della pace delle Nazioni Unite. Lo scorso giugno al festival internazionale no-war di Sarajevo tre ragazzi costaricensi hanno tenuto un’intera conferenza sul Paese. Qualche statistica dice persino che sia tra Stati più felici al mondo… Sarà un caso?