Il rottamatore

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Ha novant’anni compiuti, ma “lavora” da quando ne ha otto. Francobolli, manichini e persino automobili… non ha mai buttato niente e da mezzo secolo la sua casa di Brugherio (appena fuori Milano) è diventata un museo di rarità. Sì: Fermo Galbiati, classe 1924, ha passato proprio tutta la vita tra i rottami. Già da bambino si cacciava in tasca le conchiglie per ricordarsi il mare, ma di certo non sapeva che raccogliere cose da terra sarebbe diventato un lavoro. Solo a 25 anni, ormai accumulata una discreta fortuna di tesori da bambino come biglie e minerali (che ancora custodisce gelosamente), Fermo capisce che il gioco si fa serio. È appena finita la guerra e il ragazzo “rottamat” – come iniziano a chiamarlo in dialetto dalle sue parti – sta pagando con l’emarginazione sociale la fedeltà allo sconfitto Mussolini. Un periodo difficile, ma Fermo non è uno che si butta via: inizia a comprare per poche lire e a risistemare bilance dismesse, vecchi attrezzi e chitarre scordate. Nel giro di 50 anni mette insieme 60 mila oggetti introvabili che valgono una fortuna: oggi al Museo miscellaneo Galbiati di via Mameli rivivono moto d’epoca ma anche biciclette… Tra i 250 esemplari a due ruote sparsi nelle stanze delle meraviglie spiccano un tandem della polizia americana usato come furgone cellulare, ma anche l’ultimo telaio della storica bici dei pompieri rimasto in Europa: per Fermo un vero pezzo da soffitta.