Le sirene esistono, vivono in Corea

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Le chiamano le sirene coreane, ma in verità sono donne di mare che da generazioni si tramandano l’arte della pesca a immersione. Un mestiere tradizionale della Corea, riservato agli uomini fino al XVIII secolo quando le Haenyo hanno preso il monopolio dell’arte della caccia di ostriche, ricci e calamari. Non si tratta certo di un lavoro semplice, visto che le immersioni si spingono fino a 20 metri di profondità e in passato si praticavano senza nessun equipaggiamento tecnico e dovendo fare affidamento solo sulle proprie doti nell’apnea. Eppure per secoli le Haenyo hanno continuato il loro compito, fino a oggi quando la tradizione rischia di andare perduta. Il problema è che le nuove generazioni di coreane, nate sull’isola genitrice dell’Haenyo, oggi tendono a spingersi sul continente per avere un’istruzione e una carriera moderna. Il risultato è che le Haenyo attuali hanno più di settant’anni e non esiste chi prenderà il loro posto. La fotografa coreana Mijoo Kim ha deciso di immortalare questa ammirevole realtà, quasi una sorta di documentazione di un’arte in via di estinzione. Nel duro reportage (le foto subacquee dietro a queste “sirene” non sono certo facili…), la Kim ha scoperto un lavoro spossante che deve continuare in tutte le stagioni, anche in pieno inverno quando le temperature scendono sotto zero ma i ricci di mare sono più numerosi che mai.  «La mia speranza – ha dichiarato la fotoreporter – è quella di poter condividere non solo la loro bellezza femminile, ma anche il coraggio di fronte alle difficoltà delle loro vite».